Unconventional. Parola di moda. Come “visionario”. Partendo dal presupposto che i visionari a volte scrivono la storia, ci sono molti modi di essere non convenzionali in questo tempo che sembra danzare facendo un passo avanti e due indietro. Tra le borse in caduta libera, argomentazioni politiche balbettanti, disunione e prospettive sbiadite, essere Unconventional nel campo del marketing e della comunicazione significa essere padroni di un modo di pensare che si argomenta con aggettivi del tipo: puntuali, creativi, strategici, metodici, pignoli…altrimenti si corre il rischio di andare su un piede solo sul precipizio del nuovo millennio.
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Unconventional intelligente. Dopo tutto conviene. Biglietti aerei gratuiti a 10.000 turisti stranieri che vorranno trascorrere una vacanza in Giappone.
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Chi non ricorda le intramontabili e famose caramelle con il buco, quelle "con la menta intorno"?
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Quanto sono noiose e ripetitive le indicazioni di sicurezza pre-volo? Come trasmetterle in modo divertente? Ci ha pensato la neo-zelandese Air New Zealand.
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Spettacolo e divertimento a San Siro, nel prepartita Milan-Bari di domenica 13 marzo, con l'originale performance non convenzionale della Gazzetta dello Sport.
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Può un incidente stradale diventare un evento dal contenuto virale, capace di intrattenere il pubblico e fare notizia? A quanto pare sì, i sinistri possono trasformarsi in media per diffondere messaggi pubblicitari. Perché dove c'è un incidente c'è folla.
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Siparietto verosimile: “Ciao nonno! Ho comprato uno smartphone”. “Smart… che?”. “Uno smartphone, nonno. Un cellulare. Per telefonare”. “Ah! Adesso i telefoni li fanno così piccoli? Quante diavolerie! Ai miei tempi…”. Mezzora di monologo. A Villa Biscossi, in provincia di Pavia, non succederebbe. Da qualche giorno, il piccolo abitato della Lomellina meridionale è “il comune più connesso d’Italia”. 76 abitanti, senza ufficio postale, né filiale di banca. “paese 100% Android”. Merito di Sony Ericsson.
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La guerrilla, per quanto simpatica non è per niente "pacifica" anzi, ha in sé il concetto di conflitto. E' la lotta per la vittoria di un messaggio sugli altri. E' una lotta al confine tra realtà e immaginazione. Chi fa guerrilla riesce a portare le persone in una situazione, una storia possibile, quasi onirica.
Ecco che gli oggetti della città si trasformano e veicolano più messaggi simultaneamente. Una nuova foresta di senso ci viene incontro e tutto inizia.
Le strisce pedonali (dinanzi un nuovo negozio di parrucchieri) si rifanno il look e diventano un pettine; L'onesto lampione pubblico della luce diventa il simbolo delle notti... un po' sopra le righe; il manifesto alla fermata dell'autobus riesce a "metterci in testa" una folta capigliatura afro .
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Siamo tornati nelle strade, al contatto face to face, all'emozione da condividere, insieme.
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