30

Nov

La versione di Never Before Italia

Unconventional. Parola di moda. Come “visionario”.
Partendo dal presupposto che i visionari a volte scrivono la storia, ci sono molti modi di essere non convenzionali in questo tempo che sembra danzare facendo un passo avanti e due indietro. Tra le borse in caduta libera, argomentazioni politiche balbettanti, disunione e prospettive sbiadite, essere Unconventional nel campo del marketing e della comunicazione significa essere padroni di un modo di pensare che si argomenta con aggettivi del tipo: puntuali, creativi, strategici, metodici, pignoli…altrimenti si corre il rischio di andare su un piede solo sul precipizio del nuovo millennio.

Capovolgiamo i luoghi comuni: visionario non è colui che con il fuoco di un’ideale crede di cambiare il mondo, ma colui che nutrito di un’idea autentica costruisce un metodo che crea operatività condivisa o, persino, un modo di agire collettivo. Mutano i linguaggi della comunicazione, cambiano i consumi, cambiano le esigenze, ma crediamo che sia importante non sconvolgere il significato autentico del nostro modo di essere presenti sul mercato.
Unconventional non significa “fuori dalle logiche”, ma dentro le logiche che cambiano, significa pensiero consumato dall’essere pensato, significa aggiornamento costante, soluzioni alternative.

Steve Jobs è il visionario di questo millennio, è colui che ha trasformato le abitudini del mondo, che ha contribuito a mettere in soffitta le cartoline e le lettere, che ha seminato ogni giorno per la sua idea autentica: il fine del suo lavoro era offrire al mondo uno strumento che fosse il migliore e che lo fosse secondo due criteri fondamentali: funzionalità e bellezza.

Quindi, non sarà mica vero che fuori dagli schemi vuol dire, semplicemente disegnarne di nuovi? Parliamone.

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